Che cos’è un push dagger e come lo usi?

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L’industria dei coltelli di oggi spesso ripropone molti oggetti “colorati” del passato.

Uno di questi è il push dagger o coltello a spinta che rimane un coltello unico progettato per il combattimento ravvicinato e la difesa personale.

Si tratta di un arma da taglio che ha tantissimi anni, forse già creato migliaia di anni fa anche se con dimensioni più grandi e forme differenti, ma oggi ci sono ancora versioni di push dagger disponibili sia custom che industriali come quelli della Cold Steel.

Personalmente ho sviluppato diverse tipologie di push dagger perchè è uno strumento che ritengo in ottica di difesa personale molto versatile.
Ne ho acquistati diversi per studiarli di diverse forme e dimensioni e ne ho disegnati per me personalizzati e testati sulle gomme da auto come faccio spesso con i coltelli che utilizzo nella mia formazione legata alle arti marziali del sud est asiatico e alla scherma corta di coltello.
Può essere attaccato a portachiavi, ai passanti per cintura, nelle borse o zaini, rendendolo facile per il trasporto quotidiano (EDC) e l’uso in diverse occasioni.

Mentre l’origine del Push Dagger è probabilmente stato ideato in India è negli Stati Uniti che ha una lunga storia.

Il design e la forma del Push Dagger

Il Push Dagger è un pugnale a spinta costituito solitamente da una lama corta e un manico a “T” che gli permette di essere afferrato nel palmo della mano.

Ciò si traduce nella lama che sporge dalla parte anteriore del pugno tra le dita.

Chiaramente questa ergonomia di utilizza ha dei vantaggi in ottica di difesa personale ma anche degli svantaggi se lo si vuole usare come utensile da taglio tradizionale.

È particolarmente utile nel combattimento ravvicinato, ed è stato usato in passato dai giocatori d’azzardo sui battelli dei fiumi americani, dai soldati della prima guerra mondiale che finiranno per scoprire la sua pericolosità e ancora oggi ha un largo uso e diffusione.

Attenzione che la legge italiana non permette il porto del push dagger!

Un pò di storia del push dagger

Nel 1800

I pugnali sono stati indossati da molte persone come arma di difesa in quello che allora era un nuovo mondo spaventoso e incerto, secondo “Pugnali e coltelli da combattimento del mondo occidentale” di Harold Peterson.

Portare un’arma non era un grosso problema, anche in luoghi pubblici e non era difficile vedere politici che portavano apertamente i pugnali nei tribunali e negli edifici legislativi, secondo Peterson.

Prima dell’invenzione di pistole affidabili, il pugnale veniva usato dai giocatori d’azzardo e da coloro che vivevano nel Vecchio West come arma da difesa.

Si è anche rivelato utile per i residenti delle città portuali fluviali lungo il fiume Mississippi o in porti come New Orleans dove spesso sbarcavano sconosciuti con strane intenzioni.

La lama divenne popolare anche per un breve periodo in Germania dove era conosciuta come “il pugno-coltello“.

La prima guerra mondiale

Durante la prima guerra mondiale, dove la brutale guerra di trincea portò alla necessità di armi da taglio per l’uso in corpo a corpo, il push dagger emerse ancora una volta in popolarità.

Spinto in parte da una carenza di pistole, il pugnale di spinta è stato rilasciato a molti soldati in Gran Bretagna, secondo il “British and Commonwealth Military Knives” di Ron Flook.

Durante la seconda guerra mondiale fu usato di nuovo il pugnale, questa volta rilasciato ai commando britannici e a quelli di altre forze specializzate.

Gli usi tipici potrebbero includere l’eliminazione della sentinella e, ancora, il combattimento ravvicinato.

Oggi, il pugnale push daggger è ancora una scelta popolare.

Una lama di questo tipo offre uno strumento da autodifesa indipendentemente dalla situazione.

Fornisce un’arma facilmente accessibile che può essere utilizzata in situazioni ravvicinate in cui  altri coltelli potrebbero essere più difficili da usare.

Fornisce inoltre una potente aggiunta al tuo EDC o Go Bag.

Le versioni militari made in Italy derivate

Una delle versioni militari del Push Dagger è il S.E.R.E. della Extrema Ratio, l’azienda Italiana leader a livello mondiale per i coltelli militari che ha creato questa versione di push dagger con delle caratteristiche particolari.

Il S.E.R.E. 1 è nato dall’idea di un gruppo di studio composto da operatori delle Forze Speciali, artisti marziali ed esperti di tecniche di sopravvivenza.

L’acronimo S.E.R.E. si riferisce ai quattro principi “Survival, Evasion, Resistance and Escape” che compongono il programma di addestramento erogato al

Personale militare ad alto rischio di cattura.

Il Team di sviluppo di Extrema Ratio ha voluto reinterpretare in chiave moderna il tema del coltello da combattimento e survival, ispirandosi ai concetti dei Grandi coltelli da sopravvivenza del passato, senza volerne riprendere il design.

L’impugnatura si ispira ad una angolazione tipica, che gli operatori definirebbero “friendly”.

La somiglianza con i coltelli di tipo “push dagger” non deve trarre in inganno; il S.E.R.E. 1 è adatto ad un utilizzo sia da punta che da taglio, la presa infatti, al contrario delle classiche lame di questo tipo, va a fissarsi tra indice e medio, formando così un unico asse dalla punta della lama al polso dell’utilizzatore, e consentendone l’uso anche in reverse grip.

La sommità dell’impugnatura presenta un rilievo “top hammer”, ovvero una sorta di martello di circostanza che ben si presta ad utilizzi tattici vari: qui emerge il vantaggio del design del S.E.R.E. 1 rispetto ai coltelli da sopravvivenza tradizionali, che presentano ovviamente un unico codolo.

La lama è stata disegnata ricercando robustezza e maneggevolezza; la geometria della punta garantisce la massima penetrazione, al contempo il suo profilo assiale a base triangolare ne tutela la resistenza.

Il design della lama presenta da un lato un profilo parzialmente seghettato per favorire il taglio di cordami, e dall’altro un classico taglia sagole; l’asola centrale, che ha la doppia funzione di alleggerimento e gira-grilli, richiama le origini marinare dei suoi ideatori.

La particolarità del coltello è di essere stato concepito specificamente per essere utilizzato anche senza il manico; i due fori presenti nella parte dedicata all’impugnatura ne facilitano il montaggio.

Oggi è stata fatta anche una nuova versione denominata S.E.R.E. 2 G.O.I.

S.E.R.E. 2, adottato dal Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare Italiana, è lo sviluppo del S.E. R.E. 1, creato da un gruppo di studio composto da operatori delle Forze Speciali, artisti marziali ed esperti di tecniche di sopravvivenza.

Questa variant 2 è stata rivisitata secondo le esigenze espresse dal Reparto.

L’acronimo S.E.R.E. come già detto precedentemente si riferisce ai quattro principi “Survival, Evasion, Resistance and Escape” che compongono il programma di addestramento erogato al personale militare ad alto rischio di cattura.

Il S.E.R.E. 2 è adatto ad un utilizzo sia da punta che da taglio.

La presa unica nel suo genere, al contrario delle classiche lame di questo tipo, va a fissarsi tra indice e medio, formando così un unico asse dalla punta della lama al polso dell’utilizzatore, consentendone l’uso anche in reverse grip.

Il manico ha la stessa ergonomia del calcio di un’arma da fuoco; tale grip ne consente un utilizzo istintivo ed immediato, potendo agevolmente integrare il training nell’attività addestrativa.

La geometria della punta garantisce la massima penetrazione, al contempo il suo profilo assiale a base triangolare ne tutela la resistenza.

Il design della lama presenta da un lato un profilo parzialmente seghettato per favorire il taglio di cordami, e dall’altro un classico taglia sagole o taglia cinture che, a differenza del modello precedente, ha lame riaffilabili e intercambiabili.

L’asola centrale, che ha la doppia funzione di alleggerimento e gira-grilli, richiama le origini marinare dei suoi ideatori.

La particolarità di questo coltello è di essere stato concepito specificamente per essere utilizzato anche senza il manico; i due fori presenti nella parte dedicata all’impugnatura ne facilitano il montaggio.

Il fodero in kydex presenta una ritenzione di base che può essere utilizzata da sola per operatori che hanno necessità di impiego estremamente rapido del coltello, ed una sicura di blocco removibile se necessario.

Il coltello viene fornito con doppia sicura per montaggio ambidestro.

Presente come accessorio un inserto con cacciavite a taglio.

Viene fornito con belt clip per fissaggio alla cintura e paracord per fissaggio sul sistema M.O.L.L.E.

“Usare la pistola, coltello o altra arma per noi è la stessa cosa: è solo il prolungamento della mano.” (Citazione di un comandante del reparto).

 

Conclusioni

Ancora oggi lo trovo un coltello molto versatile per gli usi più diversi, compatto e estremamente pericoloso per il modo in cui può essere utilizzato.

Personalmente come già ti ho detto ne ho acquistati diversi per studiarli di marche differenti, di diverse forme e dimensioni e ne ho disegnati per me personalizzati e testati sulle gomme da auto come faccio spesso con i coltelli che utilizzo nella mia formazione legata alle arti marziali del sud est asiatico e alla scherma corta di coltello.

Andrea

 


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