Santoku: Il Coltello Giapponese dalle Tre Virtù per Carne, Pesce e Verdure

Scopri il coltello Santoku, gioiello della coltelleria giapponese con tre virtù: tagliare, tritare e affettare. Ideale per carne, pesce e verdure, è un must-have per chef e appassionati di cucina. Esplora la sua unica bisellatura, manico tradizionale e come ha conquistato i cuori degli chef italiani.14 min


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Coltello Santoku

Coltello Santoku・三徳 : Il Coltello Giapponese dalle Tre Virtù per Carne, Pesce e Verdure

Il Santoku, il nome significa letteralmente “3 virtù”, è infatti un coltello “ibrido” atto a tagliare, tritare e affettare.

Ha una doppia bisellatura piana , quindi è affilato da entrambi i lati.

Altro coltello fondamentale è il Santoku, si tratta del coltello tuttofare, che può essere usato benissimo per tagliare:

  • carne,
  • pesce e
  • verdure.

Il termine Santoku significa letteralmente “le tre virtù”.

Le tre virtù, i tre vantaggi.

Questa è la traduzione della parola che identifica il coltello universale della cucina giapponese, usato nella preparazione di pesce, carne e verdure.

Il santoku tende ad essere più affilato del deba bocho anche perchè ha la lama più sottile ed è più maneggevole del Gyuto essendo che ha una lama più corta.

Coltello Deba

È probabilmente il coltello più versatile in cucina tra tutti quelli che si possono trovare in una coltelleria nipponica, secondo me è il primo coltello da cucina giapponese a cui avvicinarsi per i novizi del “taglio veramente affilato”.

Può essere comparato col nostro trinciante da chef, ma ha dimensioni più piccole, infatti la lunghezza del tagliente varia, in linea generale, da 16 ai 19 cm circa .

Il Santoku è la lama giapponese di maggior successo commerciale, per cui, anche molte aziende europee lo hanno inserito nelle loro linee di prodotto.

Storia e Cultura

I coltelli giapponesi, come il Santoku, sono intrisi di una ricca storia e cultura che si riflette nella loro creazione e uso.

Questi strumenti da taglio sono più di semplici utensili da cucina; rappresentano la fusione di secoli di tradizione, artigianato e filosofia.

La creazione di coltelli giapponesi è influenzata dalla stessa arte e dedizione che si trovano nella fabbricazione delle spade dei samurai.

Gli artigiani, noti come “tosho” (fabbricanti di spade), dedicavano la loro vita a perfezionare la loro arte.

Questa abilità è stata poi trasferita nella produzione di coltelli da cucina, con ogni lama forgiata e rifinita con estrema precisione e attenzione ai dettagli.

Il concetto di “wabi-sabi” si inserisce in questo contesto come un’apprezzamento della bellezza che è “imperfetta, impermanente e incompleta”.

Nei coltelli giapponesi, questo si manifesta nella semplicità del design, nella naturalezza dei materiali utilizzati, come il legno e l’acciaio, e nell’accettazione che con il tempo la lama cambierà, sviluppando magari un’ossidazione o cambiando il colore.

Questi non sono visti come difetti, ma come segni del ciclo naturale di vita dell’oggetto, aggiungendo carattere e raccontando una storia.

La filosofia dietro la creazione dei coltelli giapponesi è anche profondamente radicata nel rispetto per la natura e nel riconoscimento della sua transitorietà. La preparazione del cibo è considerata un’arte e un atto di gratitudine verso gli ingredienti e la loro provenienza, e i coltelli sono gli strumenti attraverso cui questa gratitudine si esprime.

Inoltre, la precisione e la cura richieste nell’utilizzo di questi coltelli riflettono un atteggiamento di consapevolezza e presenza, fondamenti della filosofia zen.

Questo si lega al concetto di “ichi-go ichi-e” (一期一会), che sottolinea l’importanza e l’unicità di ogni incontro e momento.

L’impatto culturale dei coltelli giapponesi si estende oltre la loro funzione.

Essi incarnano una tradizione che onora la maestria, l’attenzione al dettaglio e un profondo rispetto per i materiali e per l’atto del creare, tutti aspetti che rispecchiano valori culturali distintivi del Giappone.

 

Caratteristiche specifiche del design del Santoku e come influenzano l’uso pratico

Design della Lama: La lama del Santoku è progettata con un’angolazione che varia tra i 10 e i 15 gradi su ogni lato, rendendola estremamente affilata e precisa nel taglio. Questo angolo acuto consente di effettuare tagli puliti e di ridurre lo sforzo necessario, a beneficio della precisione e del controllo durante l’uso.

Altezza della Lama: L’altezza più ampia della lama del Santoku offre un maggiore controllo durante il taglio e fornisce anche un utile appoggio per le nocche, permettendo di affettare velocemente senza rischiare di toccare il tagliere con le dita. Questo design aiuta anche a mantenere il cibo separato dopo il taglio.

Grantoni (Scallop): Alcuni coltelli Santoku sono dotati di scallops, o grantoni, che sono piccole scanalature o fossette incise lungo il filo della lama. Questi aiutano a ridurre l’attrito tra la lama e il cibo, permettendo fette più sottili e riducendo il fenomeno dell’adesione del cibo alla lama.

Bilanciamento: Il Santoku è attentamente bilanciato per adattarsi all’uso in cucina che richiede precisione. Il manico e la lama sono progettati per lavorare in armonia, con un punto di equilibrio che di solito cade dove la lama incontra il manico, dando all’utente una sensazione di controllo totale durante il taglio.

Materiali: I coltelli Santoku possono essere realizzati in una varietà di acciai, dai tradizionali acciai al carbonio, che mantengono un filo affilato più a lungo ma possono arrugginire se non curati adeguatamente, agli acciai inossidabili moderni che offrono resistenza alla corrosione e facilità di manutenzione.

Versatilità: Il design del Santoku lo rende adatto a una varietà di compiti in cucina, eliminando la necessità di avere coltelli specializzati per ogni tipo di taglio. Questo lo rende particolarmente attraente per cuochi casalinghi o professionisti che cercano di minimizzare il numero di utensili senza sacrificare la qualità e l’efficienza del taglio.

 

La bisellatura del coltello Santoku

La bisellatura è in questo caso simmetrica e l’affilatura si esegue da entrambi i lati del coltello.

Coltello Santoku

Per quanto concerne il manico, esistono versioni ambidestre con manico a sezione simmetrica e anche asimmetriche, con la già citata forma a castagna.

Nel valutare l’acquisto i mancini dovranno richiedere la versione dedicata a chi lo utilizzerà.

Alcune versioni molto europeizzate presentano anche i bordi cavi smerlato nella zona sopra il tagliente che facilitano il distacco degli alimenti appena tagliati, ma a mio parere non ha molto senso se si vuole mantenere la tradizione e dipende dal tipo di taglio e di alimento che si deve fare, è più adatto per la carne con tagli spessi diversamente la trovo una lavorazione inutile.

Questa lavorazione del bordo cavo smerlato porta il flusso d’aria per ridurre al minimo il taglio appiccicoso soprattutto con le carni.

Come nota di folklore è interessante sapere che per la tradizione shintoista ogni oggetto contiene una sua energia spirituale ed una volta che il coltello risulti avere una lama inutilizzabile, viene portato al tempio per un sorta di rito funebre

Coltello Santoku

Vantaggi e Svantaggi del coltello Santoku

Il coltello Santoku, originario del Giappone, è apprezzato per la sua versatilità e design unico.

Ecco una disamina dei suoi vantaggi e svantaggi:

Vantaggi:

  • Versatilità: Il Santoku è progettato per essere altamente versatile, adatto a tagliare, tritare e affettare una varietà di alimenti come carne, pesce e verdure.
  • Maneggevolezza: La sua lama più corta e bilanciata lo rende più maneggevole e facile da controllare rispetto ad altri coltelli più grandi, come il Gyuto o il coltello del chef occidentale.
  • Bisellatura Doppia: La bisellatura doppia (affilatura su entrambi i lati della lama) lo rende un’opzione adatta sia per i mancini che per i destrorsi.
  • Design Compatto: La dimensione compatta del Santoku lo rende meno ingombrante e più facile da maneggiare, specialmente in cucine più piccole o affollate.
  • Lama Sottile e Affilata: La lama sottile e affilata del Santoku permette tagli precisi e puliti, riducendo il danneggiamento degli alimenti durante il taglio.
  • Efficienza nel Taglio: Il design della lama aiuta a ridurre la resistenza durante il taglio, permettendo una preparazione degli alimenti più efficiente.
  • Tradizione ed Estetica: L’aspetto tradizionale e l’estetica unica del Santoku lo rendono un’aggiunta attraente alla collezione di coltelli di qualsiasi appassionato di cucina.

Svantaggi:

  • Lunghezza della Lama Limitata: La lunghezza più corta della lama può essere meno adatta per tagliare pezzi grandi di carne o verdure.
  • Mantenimento dell’Affilatura: La lama sottile, sebbene affilata, può richiedere una rifinitura più frequente per mantenere un’ottima prestazione di taglio.
  • Non Ideale per Tagli Pesanti: Il Santoku non è ideale per lavori di taglio più pesanti come disossare o tagliare attraverso ossa e cartilagine a causa della sua lama più sottile e delicata.
  • Curva di Apprendimento: Per chi è abituato ai coltelli occidentali, potrebbe esserci una leggera curva di apprendimento per abituarsi al design e alla maneggevolezza del Santoku.
  • Costo: I coltelli Santoku di alta qualità possono essere costosi, soprattutto se importati direttamente dal Giappone o acquistati da marchi rinomati.
  • Disponibilità di Varianti di Qualità Inferiore: Ci sono molte varianti di qualità inferiore sul mercato che potrebbero non offrire la stessa esperienza di taglio di un autentico coltello Santoku giapponese.

Considerando i vantaggi e gli svantaggi, la scelta di un coltello Santoku potrebbe dipendere dalle preferenze personali, dall’esperienza di cucina e dalle esigenze specifiche in cucina.

Gli acciai utilizzati nella fabbricazione di coltelli Santoku sono classificati in base a varie norme e possono avere diverse sigle.

Ecco alcune delle sigle comuni associate ai tipi di acciaio menzionati:

  • Acciaio ad alto tenore di Carbonio (High Carbon, HC): Le sigle comuni per questo tipo di acciaio includono “HC” (High Carbon) o specifiche più dettagliate come “1095,” “1080,” o “1075,” dove il numero indica il contenuto di carbonio. Ad esempio, “1095” ha un contenuto di carbonio dello 0.95%. Altri tipi specifici includono Aogami (Blue Paper Steel) e Shirogami (White Paper Steel)​​.
  • Acciaio Inossidabile (Stainless Steel, SS): Per l’acciaio inossidabile, alcune delle sigle comuni includono “SS” (Stainless Steel), o specifici tipi come “440C,” “VG-10,” o “AUS-8,” che sono tutte leghe inossidabili con diverse composizioni e proprietà. Sigle comuni includono “440C”, “VG-10”, “AUS-8” o altri acciai inossidabili includono “VG5”, “VG12”, “VG MAX” e “X50 CrMoV15
  • Acciaio al Molibdeno Vanadio: L’acciaio al Molibdeno Vanadio può essere indicato con la sigla “MoV,” seguita dai numeri che indicano la percentuale di molibdeno e vanadio, come “1.4116” o “X50CrMoV15,” dove “X50CrMoV15” indica una particolare composizione di cromo, molibdeno e vanadio.
  • Acciaio VG-MAX: Un tipo specifico di acciaio utilizzato in alcuni coltelli Santoku​.
  • Acciaio PM (Powder Metallurgy Steel): Includono “SG2”, “D2/SKD11”, “MC63”, “MC66/ZDP-189″​.
  • Acciaio a 3 strati: Un acciaio estremamente duro viene utilizzato come strato centrale, con due strati protettivi più morbidi di acciaio sandwich. Acciai comuni per il nucleo includono “VG10”, “VG Max” o “Aogami II”​.
  • Acciaio di Damasco: Utilizzato principalmente per l’aspetto estetico del coltello, con un nucleo di acciaio di alta qualità responsabile delle proprietà di taglio.

Queste sigle possono aiutare a identificare la composizione e le proprietà dell’acciaio, fornendo indicazioni sulle performance che ci si può aspettare da un coltello Santoku.

Le sigle possono variare tra diversi produttori e normative, quindi è sempre una buona idea verificare le specifiche del produttore per ottenere informazioni precise sul tipo di acciaio utilizzato.

Tipologia di forma di manico tipico giapponese di un coltello Santoku

Esistono principalmente tre tipologie di forme di manico del coltello giapponese:

  • Rotonda
  • Ottagonale
  • D-Shape o a Castagna

Chiaramente i manici sono fatti in materiali molto differente che va dal legno, ai materiali sintetici, ma bisogna distinguere il metodo tradizionale dalle esigenze dei coltelli industriali, per arrivare alle creazioni di maker che si sbizzarriscono sperimentando materiali innovativi per dare una estetica ancora più di impatto o per delle richieste specifiche del cliente.

Santoku: Il Coltello Giapponese dalle Tre Virtù per Carne, Pesce e Verdure coltellimania.com

I materiali più utilizzati per costruire i manici giapponesi sono i legni naturali come il Rovere, Wenge, Rosewood, Olivo, Noce, Albicocco, ecc.

Coltello Santoku

Comparazione con Altri Coltelli Giapponesi

Santoku vs Nakiri: Il Santoku, con la sua lama più corta e il profilo curvo, è versatile e adatto a una varietà di compiti in cucina, come tagliare, sminuzzare e affettare. È ottimizzato per un movimento di taglio che prevede sia un movimento verso il basso che un leggero movimento frontale. D’altra parte, il Nakiri, che ha una lama rettangolare e piatta, è specializzato nel taglio di verdure. È ideale per movimenti di taglio dritti verso il basso e non è progettato per il trinciare o per tagliare carni e pesci.

Santoku vs Usuba: L’Usuba, simile al Nakiri nella forma, è anch’esso un coltello specializzato per le verdure. Tuttavia, è più comunemente utilizzato dai cuochi professionisti, dato che il suo design è ottimizzato per tecniche di taglio più complesse come il “katsuramuki”, ovvero lo sbucciare rotolando verdure come il daikon in una lunga striscia sottile. L’Usuba ha una lama più sottile e richiede più abilità nel suo utilizzo rispetto al Santoku.

Santoku vs Gyuto: Il Gyuto è il corrispondente giapponese del coltello da chef occidentale e, a differenza del Santoku, ha una lama più lunga e più affusolata, che lo rende adatto a un’ampia varietà di compiti, inclusi quelli che richiedono tagli precisi e lunghi, come il taglio di carne o il filettare il pesce. Il Santoku è più corto e ha una punta più arrotondata, che può essere più maneggevole per tagliare e sminuzzare in spazi ristretti.

 

Santoku Vs Coltello Europeo da Chef

Valutare i pro e i contro del coltello Santoku rispetto ai coltelli da cucina europei tradizionali può aiutare a decidere quale strumento è meglio adatto alle proprie esigenze culinarie.

Coltello Santoku

Pro:

  1. Versatilità: Progettato per affettare, tritare e tagliare a dadini, il Santoku è estremamente versatile in cucina, soprattutto con verdure, carne e pesce.
  2. Taglio Preciso: L’angolo di affilatura acuto permette tagli più precisi e fini.
  3. Design del Manico: I manici sono spesso ergonomici e ben bilanciati, riducendo l’affaticamento durante l’uso prolungato.
  4. Facilità d’Uso: Il suo peso leggero e il suo bilanciamento lo rendono facile da maneggiare, soprattutto per coloro che hanno mani più piccole o cercano un controllo maggiore.

Contro:

  1. Non Ideale per Alimenti Duri: Non è il migliore per tagliare ossa o alimenti particolarmente duri, poiché la lama sottile potrebbe danneggiarsi.
  2. Manutenzione: La lama affilata richiede una manutenzione regolare e attenta per mantenere il filo.
  3. Taglio a Dondolo Limitato: La forma della lama non è ideale per la tecnica di taglio a dondolo preferita da alcuni chef.

Coltelli Europei (ad es. Coltello Chef)

Pro:

  1. Robustezza: Sono progettati per resistere a un uso intensivo, inclusi tagli che coinvolgono ossa e cartilagini.
  2. Tecnica di Taglio a Dondolo: La lama curva è ideale per la tecnica di taglio a dondolo, rendendo il taglio rapido e efficiente.
  3. Versatilità: Anche se non è specializzato come il Santoku per determinati compiti, può gestire quasi tutti i tipi di taglio in cucina.
  4. Minore Manutenzione del Filo: L’angolo di affilatura più ampio può mantenere il filo più a lungo e richiede meno affilature frequenti.

Contro:

  1. Peso: Può essere più pesante, il che può causare affaticamento se usato per lunghi periodi di tempo.
  2. Controllo: Potrebbe essere meno maneggevole per chi ha mani piccole o per chi preferisce un bilanciamento più vicino al manico.
  3. Precisione: Anche se molto affilati, potrebbero non fornire lo stesso livello di precisione del taglio del Santoku per alcuni tipi di lavori fini.

La decisione tra un Santoku e un coltello da cucina europeo dipenderà dal tipo di taglio che si preferisce, dalla frequenza con cui si cucina e dalla varietà di alimenti che si preparano regolarmente. Mentre il Santoku può essere perfetto per un uso quotidiano e per tagli precisi, un buon coltello da chef potrebbe essere più adatto per chi desidera uno strumento più robusto e polivalente.

 

Tecniche di utilizzo del coltello Santoku:

Tecnica di Taglio: Il Santoku è progettato per un movimento di taglio che scende dritto, diversamente dalla tecnica a dondolo di un coltello da cuoco. È importante utilizzare questa tecnica correttamente per massimizzare l’efficacia del taglio e preservare il filo della lama. Tagliare con un movimento su e giù, sollevando il coltello dal tagliere ad ogni taglio, sfrutta al meglio la geometria della lama.

Controllo e Precisione: Il design del Santoku con la punta abbassata aiuta a controllare meglio i tagli precisi. Questo lo rende ideale per lavori dettagliati come il mincing e il chopping fine. Esercitare una pressione controllata e utilizzare la punta del coltello per guidare i movimenti più minuziosi.

Affettare: Questo coltello è eccellente per affettare sottilmente grazie alla sua lama affilata e al minore attrito fornito dalle scanalature (alveoli), se presenti. Per affettare efficacemente, usare un movimento fluido e sicuro, facendo scivolare la lama attraverso il cibo senza schiacciare.

Tritare: Il Santoku è ideale anche per tritare verdure e erbe. La lama larga permette di raccogliere facilmente gli alimenti tritati per trasferirli dalla superficie di taglio al piatto o alla padella.

Cura nella Manipolazione: Evitare di torcere o piegare la lama durante l’uso, in quanto questo può causare danni o smussare il filo. Inoltre, non utilizzare la punta del Santoku per perforare imballaggi pesanti o per compiti che richiedono un coltello da disosso o un coltello con una punta più resistente.

Formazione e Pratica: Per i cuochi principianti, può essere utile guardare tutorial o seguire lezioni di cucina per imparare a maneggiare correttamente un coltello Santoku. La pratica regolare migliorerà la velocità e la precisione del taglio.

Incorporando queste tecniche nel quotidiano uso del coltello Santoku, si garantirà non solo la longevità del coltello stesso, ma anche un’esperienza di taglio più piacevole e efficiente.

Il coltello Santoku, che letteralmente significa “tre virtù” o “tre usi”, è stato progettato per eccellere in tre compiti fondamentali in cucina: tagliare, tritare e affettare. La versatilità di questo strumento giapponese è apprezzata in tutto il mondo, rendendolo un pilastro nelle cucine moderne.

Altre tecniche per utilizzare al meglio il coltello Santoku:

  1. Taglio a julienne: La lama del Santoku è ideale per tagliare verdure in stili julienne. La tecnica richiede di tagliare prima la verdura a fette e poi a strisce sottili. La lama larga del Santoku offre una superficie stabile per spingere le fette di verdura contro, rendendo il taglio più sicuro e controllato.
  2. Affettare: Il Santoku è perfetto per affettare ingredienti come carne o pesce con precisione. Grazie alla lama affilata e al suo bilanciamento, consente di effettuare tagli sottili e uniformi con meno sforzo. La tecnica di affettatura consiste in un movimento fluido dall’alto verso il basso e leggermente in avanti.
  3. Tritare: Che si tratti di erbe, cipolle o aglio, il Santoku gestisce bene il trito fine. La lama piatta consente una facile tritatura con un movimento di rotazione del coltello, utilizzando la punta come punto di rotazione mentre la lama si muove su e giù.
  4. Schicciare: Per schiacciare ingredienti come aglio o zenzero, si può usare il lato largo della lama del Santoku. Questo metodo rilascia i succhi e gli oli essenziali degli ingredienti, esaltandone il sapore.
  5. Taglio a dadini: La lama del Santoku consente di tagliare facilmente a dadini frutta, verdura o carne. Si inizia affettando l’ingrediente, poi si effettua un taglio trasversale per creare piccoli cubetti uniformi.
  6. Sfilettare: Anche se non è la sua specialità come i coltelli più lunghi e flessibili, il Santoku può essere utilizzato per sfilettare piccoli pesci o per rimuovere la pelle da filetti di pesce con precisione, grazie al suo controllo e maneggevolezza.

Per ottenere i migliori risultati con un coltello Santoku, è importante mantenere la lama ben affilata e pulire il coltello dopo ogni uso. La tecnica di impugnatura del coltello è altrettanto importante: tenere il manico con una presa ferma e usare l’altra mano per guidare e stabilizzare l’ingrediente aumenta il controllo e la sicurezza durante il taglio.

Queste tecniche, insieme alla cura adeguata del coltello, consentiranno ai cuochi di ogni livello di sfruttare al massimo il potenziale di uno degli strumenti più amati della cucina giapponese.

Consigli per la Cura del coltello Santoku

Pulizia: È essenziale pulire il coltello Santoku immediatamente dopo l’uso per evitare che residui di cibo danneggino la lama o diventino un terreno fertile per i batteri. Lavare il coltello a mano con acqua calda e sapone delicato, usando una spugna o un panno morbido per evitare di graffiare l’acciaio. Si sconsiglia l’uso della lavastoviglie, in quanto i detersivi aggressivi e le alte temperature possono danneggiare la lama e il manico.

Asciugatura: Dopo la pulizia, il coltello dovrebbe essere asciugato immediatamente con un asciugamano pulito per prevenire la ruggine. Non lasciare mai il coltello a bagno in acqua o umido dopo la pulizia.

Affilatura: Mantenere la lama affilata è cruciale per la performance del coltello. Utilizzare una pietra per affilare o un affilacoltelli di qualità adatto a un angolo di affilatura di circa 15 gradi, che è tipico dei coltelli Santoku. L’affilatura dovrebbe essere fatta regolarmente a seconda della frequenza di utilizzo del coltello.

Conservazione: Conservare il coltello in un blocco per coltelli, un fodero, un magnete da muro o un cassetto separato dove la lama non possa entrare in contatto con altri oggetti, per prevenire danni. Evitare di appesantire la lama con oggetti sopra o di lanciare il coltello in un cassetto disordinato.

Olio protettivo: Se il coltello Santoku ha un manico in legno o una lama in acciaio al carbonio, potrebbe essere necessario applicare un olio protettivo periodicamente. Questo aiuta a prevenire il gonfiore del manico e la corrosione della lama.

Evitare Usi Inappropriati: Non usare il coltello Santoku per scopi non intesi, come aprire scatole o tagliare cibi congelati, in quanto ciò può danneggiare la lama.

Attraverso queste pratiche di pulizia e manutenzione, si preserverà non solo l’aspetto del coltello Santoku, ma anche la sua funzionalità e sicurezza durante il taglio.

Conclusioni

L’ascesa dei coltelli da cucina giapponesi in Italia, e più in generale in Occidente, è molto più che una semplice tendenza passeggera.

La loro popolarità riflette un apprezzamento crescente per l’artigianalità di alta qualità e per l’estetica raffinata, entrambe qualità che i coltelli giapponesi incarnano magnificamente.

Lontani dall’essere solo uno strumento di moda, i coltelli come il Santoku sono apprezzati per la loro versatilità e prestazione impeccabile.

Il loro design, che combina anni di tradizione forgiatrice con l’innovazione continua, ha stabilito nuovi standard di eccellenza nella preparazione dei cibi.

Questa estrema attenzione alla qualità non passa inosservata dai consumatori italiani, noti per il loro amore verso la cucina e la gastronomia di livello mondiale.

La preferenza per questi coltelli da parte di chef professionisti e appassionati di cucina non è un semplice capriccio.

È piuttosto la riconoscenza di un mestiere che enfatizza tanto la forma quanto la funzione.

Ogni coltello giapponese, come il Santoku, è un equilibrio di bellezza e prestazione, un connubio che affonda le radici nella tradizione giapponese e si fonde con l’approccio pratico e di qualità che caratterizza la cultura culinaria italiana.

Inoltre, il fenomeno dei maker occidentali che si dedicano alla creazione di coltelli ispirati alla tradizione giapponese è un chiaro segnale di un mutamento culturale.

Questi artigiani stanno creando un dialogo transcontinentale attraverso il loro lavoro, unendo le tecniche tradizionali giapponesi con influenze e preferenze locali, offrendo così un prodotto unico che risuona con il pubblico internazionale.

Il Santoku, con la sua capacità di affrontare diverse tecniche di taglio e di lavorare con una vasta gamma di ingredienti, si è guadagnato un posto d’onore nelle cucine degli italiani.

Non è solo un utensile, ma un simbolo di un mondo gastronomico che si espande e si arricchisce di influenze esterne, rimanendo però fedele alla ricerca della perfezione e alla celebrazione della cultura culinaria.

Il successo dei coltelli da cucina giapponesi in Italia non è una moda effimera, ma piuttosto la testimonianza di un profondo rispetto per l’arte culinaria e per gli strumenti che la rendono possibile.

Nel tempo, questi coltelli non solo hanno trovato una nuova casa nelle cucine italiane, ma sono diventati ambasciatori di un incontro culturale che continua ad arricchire l’esperienza culinaria a livello globale.

Negli ultimi anni, i coltelli da cucina giapponesi hanno conquistato i cuori degli appassionati e degli chef italiani e sono diventati uno degli articoli più richiesti, se non il più richiesto, nei nostri negozi di coltelleria.

E’ solo una moda?

No di certo al punto che anche molti maker occidentali hanno iniziato a produrre coltelli da cucina giapponesi e alcuni specializzandosi proprio nella realizzazione dei coltelli da cucina.

Il cliente che chiede questi coltelli sa quello che vuole, cerca l’alta qualità e sa che spesso si tratta di veri e propri gioielli.

Il coltello Santoku è tra i coltelli giapponesi più rappresentativo, affilato da entrambi i lati ed è utilizzato per effettuare più funzioni in cucina, con carni, pesce e verdure e non può mancare nella cucina di un appassionato e tra i coltelli utilizzati da uno chef.

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Andrea F

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