Puukko Knife – Il coltello finlandese

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Il puukko (/ˈpuːkːo/) è un tipo di coltello tradizionale finlandese nato per la caccia e l’intaglio.

Mi piace molto per la sua funzionalità e semplicità, un coltello piacevole da usare e molto versatile.

Ha lama solida a singolo filo, con tagliente leggermente curvo e dorso dritto.

Viene custodito in un fodero normalmente cucito sul retro che lo ricopre per 3/4.

Come sai una delle cose che mi piace fare sono dei case study su tipologie di coltello o su coltelli industriali che però hanno trovato nel mercato un’ampia risposta per la loro forma, per lo loro qualità o altro.

Quindi troverai spesso sul blog delle analisi su alcune tipologie di coltello o lame industriali per comprenderne meglio le scelte dei maker e le qualità costruttive ma ora ritorniamo al coltello puukko.

Esistono equivalenti simili in Svezia e Norvegia, dove sono denominati rispettivamente brukskniv e tollekniv.

Alcuni esempi:

Classico

 

Sissipuukko, in forza all’Esercito finlandese.

Vuolupuukko finlandese.

Caratteristiche

La lama

La lama del puukko è  solitamente compresa fra i 50 e 130 mm di lunghezza e tra i 2 e i 6 mm di spessore, è in acciaio al carbonio con tenore di C variabile fra lo 0,6% e l’1,2%.

L’acciaio solitamente usato è il cosiddetto silversteel, acciaio con 1,2% di carbonio in composizione e attualmente prodotto da Böhler con la sigla K510 e dalla TyssenKrupp come 115CrV3.

Relativamente frequente è una leggermente rastremata sia in spessore sia in altezza a seconda dell’uso finale cui sarà destinata.

A discrezione del costruttore la punta può essere leggermente uncinata o camusa.

Il codolo, a seconda dello stile in costruzione, può essere semplicemente incollato o essere ribattuto o rivettato sul pomo, quando è lungo come l’intero manico.

I biselli sono piani o leggermente concavi, con spesso un piccolo microbisello, piano o convesso, a formare il tagliente vero e proprio.

Il manico

Il manico è solitamente cilindrico, a sezione ovale o “a goccia”, senza guardia o incavi, può avere un pomo più o meno marcatamente uncinato in alcune varianti regionali.

Quasi sempre costruito in legno anche se sono stati realizzati, soprattutto negli anni ’30 e ’40, manici in bachelite.

Il legno più utilizzato è la betulla, ma non è raro trovare anche manici in salice, a volte in frassino e ginepro.

È possibile vedere anche coltelli con manici composti da dischi di corteccia di betulla pressati fra due piastrine di ottone, oppure in cuoio.     

Il fodero

Il fodero, in cuoio bovino, è cucito sul retro è ha al suo interno un salvafilo in legno o in plastica per proteggere coltello e l’utilizzatore durante il trasporto.

Contiene quasi interamente il coltello, lasciandone scoperto solo il pomo e una piccola parte del manico, così da proteggerlo dalle intemperie e minimizzare il rischio di caduta o perdita. del coltello.

Conclusioni

Considera che ogni maker ne fa una sua interpretazione anche per dare un tocco personale di conseguenza non esistono regole ferree e si può comunque giocare con le dimensione e caratteristiche del puukko.

La mia versione è rivista come dettagli e bisellatura. (Vi allego presto le immagini)

E’ un coltello che sei appassionato di escursioni in montagna o di bushcraft dovresti provare perchè è un coltello versatile e molto piacevole da utilizzare.

Costruirlo da anche le sue soddisfazioni perchè è un coltello veloce da realizzare e ti permetto molto di giocare con la creatività.

Andrea


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Storia del puukko

I primi coltelli scandinavi risalgono circa al I secolo, dopo l’arrivo di popolazioni germaniche entrate in contatto con le popolazioni autoctone finlandesi.A supporto di questi tesi, è stato anche osservato che il vocabolo “puukko” presenta notevole similitudine con il sassone Pook.

Nel Medioevo cominciarono a svilupparsi le differenze stilistiche nazionali:

i coltelli svedesi e i norvegesi sono genericamente un po’ più massicci e bisellati più bassi, i puukko sono leggermente più affusolati e bisellati più alti.

Osservando gli esemplari storici è chiaro come la forma del puukko sia rimasta grossomodo invariata nel corso dei secoli, pur sviluppando un gran numero di modelli regionali.

Kauhava, in Ostrobotnia, è classicamente considerata la “capitale dei puukko” causa il gran numero di fabbri e aziende che vi hanno operato e vi operano tuttora.

In tutta la penisola Fennoscandica, il dono di un coltello ad una persona è stato, ed è ancora in una certa misura, un gesto ricco di significati simbolici.

I genitori, ad esempio, regalano un coltello al figlio quando questi raggiunge la maggiore età; il coltello va consegnato dalla parte dell’impugnatura in senso di fiducia.

Nelle zone rurali è ancora comune che un bambino riceva il primo coltello attorno ai 6-7 anni e gli vengano quindi insegnati i primi rudimenti dell’intaglio.

Intorno al 1850 è nato in Finlandia il Tommi.

I puristi finlandesi lo considerano il puukko per antonomasia, nella sua massima espressione stilistica e funzionale.

Caratteristiche distintive sono la sezione romboidale della lama, il pomo “crestato” e, secondo alcuni, i colori de fodero.

La sezione romboidale, in realtà molto precedente al Tommi e nata dall’abitudine dei fabbri di forgiare lame anche riciclando lime, permette di avere una lama solida e leggera al tempo stesso, avendo il dorso relativamente sottile e il punto più spesso all’attaccatura dei biselli.

L’acciaio solitamente usato è il cosiddetto silversteel, acciaio con 1,2% di carbonio in composizione e attualmente prodotto da Böhler con la sigla K510 e dalla TyssenKrupp come 115CrV3.

Il puukko fu fedele compagno dei soldati finlandesi durante la Guerra d’Inverno sia come coltello di utilità sia come arma bianca per il corpo a corpo.

In tempi più recenti, il puukko tradizionale è stato utilizzato come fonte d’ispirazione dal designer Tapio Wirkkala e come, nei primi anni 2000, come base per lo sviluppo del coltello d’ordinanza delle truppe finlandesi, il Ranger Puukko, disegnato dal capitano J.P. Peltonen e prodotto dalla Fiskars.

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